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NOVITA' - ULTIM'ORA

 

  • SOUVENIR SREBRENICA [11-12-2006]
    Milano, Cinema Ariosto - Via Ariosto 16 - ore 20.30
    Agesci Lombardia "Progetto Sarajevo", Amnesty International, IPSIA/ACLI e Medici Senza Frontiere presentano:
    Souvenir Srebrenica

    A seguire una tavola rotonda con:
    - Paolo Pignocchi, responsabile Commissione Azioni e Unità di Crisi di Amnesty International
    - Luisa Morfini, Responsabile del Centro di Documentazione Srebrenica di San Donato Milanese
    - Roberta Biagiarelli, attrice e autrice del documentario

    Souvenir Srebrenica è un progetto di teatro documentario di Roberta Biagiarelli e Luca Rosini. Il documentario, realizzato in occasione del decennale della strage avvenuta nella cittadina bosniaca l'11 luglio del 1995, nasce dall'esperienza teatrale del monologo "A come Srebrenica" con il quale Roberta Biagiarelli ha cercato, nelle oltre quattrocento repliche in Italia e all'estero, di tener viva la memoria di quel genocidio avvenuto nel cuore dell'Europa.

    L'ingresso al cinema è gratuito e sarà consentito fino ad esaurimento dei posti.

    Scarica l'INVITO

  • Via Guido Puletti a Brescia [07-06-2005]
    Il Comune di Brescia intitola una strada a Guido Puletti, assassinato in Bosnia Erzegovina il 29 maggio 1993 nel corso di una iniziativa umanitaria.
    La città ricorda così, a dodici anni dalla morte, il giornalista/esule impegnatosi per la pace e la solidarietà con le vittime della guerra in Europa.
    Breve biografia di Guido Puletti
    Ambasciata della Democrazia Locale a Zavidovici

  • Srebrenica: 10 anni dopo [06-06-2005]
    Dossier Srebrenica - Osservatorio sui Balcani
    Tante iniziative per commemorare il decennale dalla strage di Srebrenica. In tutt'Italia si stanno attivando associazioni, enti locali, artisti ed ONG.
    Segnaliamo una sezione del sito dell'Osservatorio sui Balcani che riporta le iniziative in programma e i contatti utili.
    CALENDARIO

  • Premio LANGER 2005: ricordando Srebrenica [06-06-2005]
    Il Premio internazionale Alexander Langer quest’anno andrà a Irfanka Pasagic, psichiatra originaria della cittadina bosniaca di Srebrenica: qui, l’11 luglio del 1995, le truppe serbe di Ratko Mladic danno il via a uno degli episodi più neri della pulizia etnica che insanguinò il conflitto ex jugoslavo, con rastrellamenti, stupri e deportazioni della popolazione civile.
    Alla fine, i morti saranno 8.000, tutti uomini tra i 14 e i 70 anni sepolti in fosse comuni. La città, ormai svuotata dei suoi abitanti, viene occupata da famiglie serbo-bosniache.
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  • Uranio Impoverito: una riflessione []
    Il problema sollevato non è banale e coinvolge tutti noi che andiamo nei Balcani.
    La questione coinvolge anche e soprattutto chi nei Balcani vive: i volontari che trascorrono diversi mesi in attività, i militari della SFOR o del MSU (il caso di Valery Melis è cronaca delle ultime settimane) e in maniera preponderante la gente del posto.

    Non è un argomento semplice e spesso i timori dei genitori affondano in problemi reali, l'uranio impoverito è stato usato nella fabbricazione delle ogive proprio perchè il suo enorme peso atomico permette di costruire armi più penetranti, che riescono a perforare le protezioni dei carri armati e cose simili. Oltre a essere delle armi che distruggono nel momento in cui vengono usate, esse provocano danni nel lungo e lunghissimo periodo, proprio perché le sostanze radioattive non scompaiono né dall'oggi al domani, né nel corso di pochi anni e la polverizzazione di metalli pesanti (a seguito delle altissime temperature cui si arriva in questo tipo di esplosioni) aumenta sensibilmente i rischi per la salute di chi respira l'aria, etc.
    La pericolosita' di queste condizioni ambientali è dimostrata, anche se Governo, Ministero della Difesa, Ambasciata, o chi di competenza, non hanno definito univocamente quali siano i fattori di rischio, e quindi quali siano i protocolli sanitari da adottare e se ci sia un rischio reale, etc., in ogni caso stiamo parlando di una esposizione prolungata a situazioni di inquinamento pesante, non di una settimana in città.

    Ci sono stati movimenti di protesta contro l'uso di questo tipo di armamenti (oltre che contro l'uso di armamenti in sè, ovviamente) perchè è indubbio che essi siano dannosi oltre ogni previsione. L'han chiamata sindrome del Golfo, poi sindorme dei Balcani... poi, chissà.

    Scriviamo queste cose perchè è importante dirci - e dire ai genitori - che non siamo degli avventati idealisti, che pensano che la buona volontà possa metterci al riparo da ogni male.
    Come Pattuglia Sarajevo abbiamo parlato di questo problema e ci teniamo informati.
    Consigliamo, in proposito, l'inchiesta di Sigfrido Ranucci di RaiNews24
    sia Vittime di Pace che Diario di un Generale.
    Soprattutto in quest'ultimo è evidente che i fattori di rischio si riferiscono a una esposizione prolungata e massiccia a polveri prodotte immediatamente dopo un'esplosione, quindi con una elevatissima concentrazione di metalli pesanti in miscela gassosa: situazione ben diversa dal vivere una vita fra città e campagna per dieci giorni.

    Una esposizione di soli 10 giorni ha in sé un rischio per la salute assai basso, gli R/S e i capi che partecipano al progetto non corrono pericoli particolari perchè restano in Bosnia poco più di una settimana.

    Una scelta efficace potrebbe essere quella di affrontare questo discorso direttamente con le Comunità R/S, per esempio con un Capitolo o un'inchiesta sulle armi, sulla loro fabbricazione, sul loro commercio, ... e sui rischi successivi al loro utilizzo.

    Anna e Marco
    per la Pattuglia Sarajevo

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